Morire di solitudine

Posted on Marzo 14, 2008. Filed under: La morte ci sorveglia | Tags: , , , , , |

Tonino caro ToninoIeri ci ha lasciati Tonino, un caro amico, quarantaduenne. Morto da solo, come un cane, peggio di un cane. L’hanno trovato nella sua casa, attirati dal volume alto della televisione, e dal fatto che non si vedeva in giro. L’hanno trovato in mezzo alla sporcizia e al decadimento.  Allora la questione è: cosa ho fatto io per evitare questa misera fine?

A fine estate del 2007 l’avevo cercato a casa. Salito quelle poche scale che tanto bene conoscevo, avevo suonato al campanello. Una figura triste e malconcia mi aveva aperto. Con gli occhiali, che porto dalla stessa estate, aveva fatto fatica a riconoscermi. Anch’io non lo riconoscevo: aveva un volto consumato e trascurato. I capelli sempre lunghi, ma la consueta vivacità aveva lasciato il posto all’abbandono. Nella sua stanza da letto – soggiorno, ero stato accolto dalla televisione che mandava in onda uno di quei programmi di finto quiz, che regalano il sogno della vincita, che tanto fanno successo nell’Italia dell’inizio millennio. I mobili erano gli stessi.. le scaffalature con le migliaia di dischi, cd e dvd, erano al loro posto.. Tonino era un “uomo rock”, come lui stesso si definiva, ed era un grande collezionista di musica, a cui aveva aggiunto quella dei film.. In quei scaffali c’era il valore monetario di un appartamento: boggle rari, che vent’anni fa aveva pagato anche cento mila lire… Le pareti, però, erano tutte piene di muffa, e un disordine immane regnava nella stanza..
Mi raccontò della morte della mamma, del fatto che stava andando a far visita a lui ricoverato in ospedale per una malattia che non sapeva cosa fosse.. “Lucio, bevo birra, ma niente altro”.. Suo fratello era morto consumato dall’alcol, e lui certo non avrebbe fatto lo stesso.. Io gli credevo, gli credo, perché in lui c’era tutta la sincerità del mondo… “Stava venendo a trovarmi, quando una macchina contromano la messa sotto”… In seguito all’urto, chissà come e perché, la povera donna è morta. Di questo fatto se ne faceva una colpa, come se lui potesse essere responsabile.. Ma ciò che lo angustiava di più era il fatto che la guidatrice dell’auto era stata vista, ma nessuno parlava.. S’era creata un clima stile mafioso!
Mi sono raccomandato di pulire prima di tutto la stanza, dicendogli che se avessi avuto tempo lo avrei aiutato, vista la mia capacità nei lavori di ristrutturazione. Mi ha detto anche che il vecchio datore di lavoro avrebbe voluto riprenderlo a lavorare con lui.. Personalmente l’ho spinto ad accettare, visto che lo aveva lasciato per svolgere il suo mestiere di falegname in maniera autonoma, ma mai s’era “messo in regola”.. Lo salutai, dicendogli che a breve non ci saremmo visti perché ero impegnato nel lavoro di adeguamento della residenza familiare cittadina. Gli dissi di farsi un telefonino, visto che non era semplice trovarlo, in quanto già un altro paio di volte ero passato, ma non lo avevo trovato.

Da allora sono passati altri due mesi, in cui tutte le ore utili ero impegnato nel lavoro di adeguamento della residenza familiare..
Poi i soliti impegni di merda, di un’esistenza di merda, in cui si cerca di far decollare progetti, grandi progetti, e sono passato dagli attrezzi dei mestieri classici, a quello della tastiera, della stessa tastiera in cui scrivo questo post del cazzo. Tutte le ore impegnato a trovare la forma per far capire al mondo che il concetto di territorio digitale è qualcosa di grande, tutto il tempo impegnato a rincorrere chissà cosa.. E da allora non ho avuto il cosiddetto tempo di tornare a vedere come viveva il suo, di tempo. Fuori dalla vista del computer, il mio piccolo bebè da accudire, da far sentire la presenza paterna…
Fino a che il giorno dopo della scoperta del suo corpo ormai senza vita, sono passato davanti alla piazza stazione della cittadina, in cui un manifesto mortuario ha attirato la mia attenzione. Il suo nome stampato, mi ha fatto fermare: nome, indirizzo, nome dei familiari, tutto coincideva… Era lui! I funerali si sarebbero fatti da lì a poche ore. Sono tornato in quella che è la residenza familiare cittadina, e ho riacceso il computer… Andiamo avanti con il progetto di cambiare il mondo.. Per strada, nella lunga camminata che ho fatto per raggiungere la casa, ho ricordato i momenti passati insieme, alle sue fisime, alle sue battute.. Lungo il cammino ho deciso di non andare al funerale.. Cosa ho fatto io quando era vivo? Non ho fatto nulla! Andare a provare un po’ di emozioni, per poi essere riassorbiti dalla mediocrità quotidiana, era semplicemente inutile.. Ho passato il pomeriggio a litigare con un template che non funzionava bene.. Il suo ricordo veniva e scappava, ma ciò che provavo era quasi incolore: un po’ di tristezza,.. poca, non molta… ma soprattutto un senso di colpa per non aver fatto nulla per evitare quella misera fine..
Quindi cosa ho fatto io per Tonino? Nulla!
Che vita mediocre la mia!

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